Gangneung, un sogno di mezza Estate | Giorno 1

Gangneung, un sogno di mezza Estate | Giorno 1

Lunghe passeggiate su spiagge di sabbia bianca, tuffi energizzanti in acque cristalline e pasti luculliani a base di pesce fresco: non è il racconto di una vacanza tropicale, ma bensì quello che vi può succedere se decidete di concedervi un weekend sul Mare dell’Est!

Trascorrere l’estate a Seoul può mettere a dura prova il vostro organismo, soprattutto se, come me, siete allergici al caldo asfissiante e all’umidità che non concede tregue, neanche durante le ore notturne che, tradizionalmente, dovrebbero essere le più fresche. Arriva quindi un punto in cui desideri disperatamente concederti una pausa dalla vita in città ed inizi a sognare lunghe nuotate in acque fresche, pigri pisolini sotto la chioma di un albero e ricche mangiate di pesce mentre ti incanti a guardare le stelle. I coreani ci aggiungerebbero anche i fuochi d’artificio sulla spiaggia di sera e voi potreste fare lo stesso, se questo passatempo vi aggrada. In ogni caso, qualunque sia la definizione che date al weekend perfetto, il Mare dell’Est è il posto giusto per realizzare si vostri desideri di svago e relax.

Chiamato in coreano Dong-hae (동해), il Mare dell’Est è noto a livello internazionale con il nome di Mar del Giappone. Corea e Giappone hanno iniziato nel 1992 a contendersi l’attribuzione del nome di questa porzione di mare e, ad oggi, la disputa sembra ben lontana dall’essere risolta. Io utilizzerò il nome Mare dell’Est per pura comodità, visto che in Corea è questo il nome più comune che gli si attribuisce: la mia non vuole in nessun modo essere una presa di posizione nei confronti di una o dell’altra fazione.

Io e Gab abbiamo deciso, nel mese di Luglio, di concederci una mini vacanza di 2 giorni nella città di Gangneung (강릉시 in coreano), una delle città principali della Provincia di Gangwon (강원도 Gangwon-do in coreano) sulla costa orientale.

Come arrivare

Raggiungere Gangneung da Seoul è relativamente semplice: esiste un servizio giornaliero di bus molto frequente (come media, parliamo di un bus in partenza ogni 30 minuti) che copre la tratta che va dal Seoul Express Bus Terminal (서울고속버스터미널) al Gangneung Express Bus Terminal (강릉고속버스터미널) in 2 h 50 min (228.7 Km).

La linea che connette le due città si chiama Gyeongbu Line (경부) ed è operata da due ditte (la Jungang  중앙 and la Dongbu 동부) che sono assolutamente interscambiabili tra di loro ed offrono gli stessi identici servizi.

Esistono 2 tipologie di bus: i “regular” (chiamati 일반 “ilban” in coreano) ed i “deluxe” (우등 “udeung“). Il costo è il seguente:

  • Regular –> KRW 14600 (circa EUR 12)
  • Deluxe –> KRW 21500 (circa EUR 17)

Il bus di tipo “deluxe” è comodo e spazioso, con tanto spazio per le gambe: data la differenza di costo davvero minima, il mio suggerimento è di optare per questo tipo di mezzo, considerando anche le circa 3h di tragitto che vi attendono.

L’interno del bus “deluxe” diretto a Gangneung
C’è davvero tanto spazio per le gambe!

Il bus si ferma solo una volta a circa metà tragitto presso una stazione di servizio (휴게소 hyugeso) molto fornita, dove potrete approvvigiornarvi di bibite e snack e fare un veloce pit stop alla toilette.

L’orario dei bus può essere consultato online (in inglese) sul sito ufficiale della Korean Express Bus Lines Association: sfortunatamente, al momento, non è possibile acquistare biglietti sul sito inglese, ma solo su quello coreano che però richiede, oltre alla conoscenza della lingua coreana, anche il possesso di un Korean Citizen ID number valido, come richiesto dalla legislazione vigente. In ogni caso, i biglietti possono essere acquistati direttamente presso le biglietterie in stazione il giorno stesso della vostra partenza, a meno che non decidiate di viaggiare durante affollati periodi di festività (nel qual caso l’acquisto anticipato è altamente consigliato).

Gyeongpo

Una volta giunti alla stazione dei bus di Gangneung abbiamo preso un taxi per raggiungere il vicino villaggio di Gyeongpo (circa 20 minuti di strada). In alternativa al taxi, potete prendere il bus 202 che vi porterà direttamente (dopo 17 fermate e circa mezzora di tempo) all’incrocio principale del villaggio (경포현대): da lì, la spiaggia dista appena 250 metri.

Abbiamo soggiornato presso il Goodstay Gyungpo Soo Motel (경포수모텔), un po’ caro forse (circa EUR 100 a notte per una camera matrimoniale, colazione non inclusa), ma assolutamente consigliato data la posizione perfetta. Questo piccolo motel su tre piani si trova infatti su una lingua di sabbia lunga 6km che divide il Gyeongpo Lake dall’oceano, nel punto chiamato Gyeongpo Beach (경포해변 Gyeongpo Haebyon): in pratica, camminando per pochi minuti, si può passare dal lago all’oceano 🙂 Incantevole!

Il Soo Motel si trova esattamente a metà strada tra il lago e l’oceano

Si dice che è possible vedere cinque volte la luna quando ci si trova a Gyeongpo: una volta nel cielo, una volta sulle acque del lago, un’altra sul mare, un’altra ancora riflessa in un bicchiere e poi, l’ultima, negli occhi del proprio amante.

Mai detto fu più vero!

Il Motel Soo è quello al centro della foto…praticamente sulla spiaggia!

Gyeongpo Beach

Il nostro primo giorno a Gangneung è stato dedicato completamente al mare. Non appena arrivati, abbiamo lasciato i nostri bagagli in camera, ci siamo cambiati velocemente (costume da bagno…a me!) e ci siamo diretti verso la spiaggia: non un’impresa molto complessa, visto che questa distava circa 30 secondi dalla lobby dell’hotel 🙂

Ho realizzato subito di aver lasciato le mie ciabattine da mare a Seoul, ma rimpiazzarle è stato semplicissimo: in Corea sono popolarissime delle ciabatte in plastica “stile Adidas” (per via delle tre strisce bianche) che sono facilmente reperibili presso qualsiasi convenience store. Ne ho comprato un paio viola che, per la cronaca, si è rotto già il giorno dopo (la parte superiore si è scollata senza pietà), ma quando per fortuna stavo già tornando a casa -questo per dire che la qualità di queste ciabatte è pessima, ma sono economiche e funzionali al loro scopo.

Chi ha le ciabatte viola più fashion della spiaggia?

Come prima cosa ci siamo dedicati all’esplorazione della costa. La sabbia è fine e pulitissima, quindi camminarci a piedi nudi risulta davvero piacevole. Chi comunque non desidera sporcarsi i piedi può utilizzare una lunga passerella in legno che corre parallela alla spiaggia. Ci sono diversi alberi lungo la strada ed è possibile ripararsi all’ombra della loro chioma (non foltissima devo dire, ma funzionale allo scopo) per godersi un picnic o regalarsi un momento di relax.

Non esattamente quella che si dice una perfetta giornata di sole…ma spiaggia ciaooooo!
La spiaggia è praticamente tutta nostra
La passerella di legno è perfetta per una lunga passeggiata con la tua piccolissima metà 🙂
E’ incredibile constatare quanto sia tranquilla questa spiaggia durante un weekend di Luglio…
E’ tempo di picnic!

Come avrete notato dalle fotografie, la giornata non era particolarmente assolata, quindi dopo un po’ di esplorazione abbiamo deciso di andare a rilassarci sulla sabbia e di concederci una nuotata nelle acque calme e pulite.

Sabbia fine e acqua cristallina

Abbiamo noleggiato un ombrellone ed un gigantesco telo in PVC per meno di EUR 10 ed abbiamo trascorso tutto il pomeriggio ad oziare, alternando ronfanti pisolini a veloci tuffi in acqua.

Le spiagge coreane sono un posto ideale per l’occidentale curioso che ama dedicarsi al people watching.

La prima cosa che noterete è che i bagnanti sono quasi completamente vestiti: un po’ come tutti gli asiatici, i coreani non amano particolarmente mostrare la loro pelle nuda, un po’ per una naturale repulsione verso il sole e l’abbronzatura, un po’ per un senso del pudore che è quasi del tutto sconosciuto nel mondo occidentale. Per questo motivo, quasi tutti indossano delle maglie a maniche lunghe in tessuti leggeri (fatti apposta per asciugare velocemente) al fine di coprire braccia e torso; la parte inferiore del corpo viene parzialmente coperta utilizzando short o gonnellini realizzati proprio per l’utilizzo “acquatico”. Non è raro, però, imbattersi in individui a mollo nell’acqua con indosso vestiti normalissimi, come ad esempio pantaloni (anche lunghi), ma anche magliette, polo o addirittura camicie. L’impressione è la stessa di quando vedi qualcuno camminare a bordo piscina completamente vestito e poi lo stesso qualcuno finisce con lo scivolare inavvertitamente in acqua: i coreani sembrano quasi tutti buttati in acqua da amici burloni, e invece ci sono entrati così di loro sponte. Di sicuro, camminare per la spiaggia indossando solo il costume da bagno fa più scalpore, quindi meglio adeguarsi allo standard. Tanto più che, se si è un waegugin (외국인), uno “straniero”, già si viene guardati con divertimento in un Paese etnicamente così omogeneo…perché aggiungere altro motivo di ilarità?

Vestiti per la spiaggia…Korean style 🙂

La seconda cosa che catturerà la vostra attenzione sarà, molto probabilmente, la quantità spropositata di giganteschi materassini a forma di ciambelle che galleggiano sull’acqua (con un coreano dentro). Si tratta di sicuro dell’oggetto più noleggiato in spiaggia, insieme ai giubbini fluorescenti di salvataggio, tanto da portarti a pensare che forse –forse– le lezioni di nuoto non devono essere molto popolari da queste parti.

Io e la mia ciambellina stiamo bene insieme

Dopo una nuotatina, è arrivato inesorabile l’appetito…e quindi ecco scattare lo snack dei campioni dal 7-Eleven: ramyeon (i ramen coreani) in scatola, con l’aggiunta, nella zuppa, di formaggio, kimchi e uova soda affumicate. I convenience store sono dotati di tutto quello che serve, incluso ovviamente l’acqua bollente da aggiungere nella confezione per far ammorbidire i noodles precotti: ed il pranzo è servito!

Ovviamente, ci siamo recati al 7-Eleven lasciando tutta la nostra roba incustodita sotto l’ombrellone, perché i furti da queste parti non sono esattamente all’ordine del giorno…

Tipico pasto da convenience store
Udon (spessi spaghetti di riso giapponesi) con l’aggiunta di formaggio cheddar e uova bollite affumicate
잘먹겠습니다! Chal Mokkesseumnida! Buon appetito 🙂

Ovviamente abbiamo lasciato spazio per la cena! Non si può andare sul Mare dell’Est e non concedersi un pasto a base di pesce fresco. La strada principale dell’area di Gyeongpo, quella che costeggia il mare, è disseminata di ristoranti deliziosi che espongono larghe vasche di pesce, che viene preso vivo e preparato all’istante: c’è solo l’imbarazzo della scelta! Io e Gab abbiamo scelto un ristorante con la terrazza vista mare e ornato da lucine colorate che riprendono la forma degli ombrelloni. Abbiamo mangiato fettine sottili di pesce crudo (ciò che in Giappone viene chiamato sashimi, ma che in Corea è noto con il termine 회 hoe, pronunciato [hwe̞]) e la tradizionale zuppa piccante di pesce (매운탕 maeuntang).

Troppo intenti a mangiare, abbiamo completamente dimenticato di fare foto alla nostra cena. Questa è la faccia che Gab ha fatto quando gliel’ho fatto notare: qualcosa a metà tra “Accipicchia” e “Mi è rimasta una spina tra i denti“.

La giornata meravigliosa si è conclusa con me e Gab a bere birra comprata nel 7-Eleven di cui sopra e degustata sulla spiaggia notturna, circondati dalle voci allegre dei giovani coreani che attorno a noi ridevano, cantavano, giocavano a stupidissimi drinking games e facevano esplodere colorati fuochi d’artificio sulla sabbia.

La spiaggia di Gyeongpo di sera

Siamo andati a dormire leggermente alticci, felici ed ansiosi di sapere cosa avrebbe avuto in serbo per noi la giornata seguente 🙂

Curiosi di sapere com’è trascorso il nostro secondo giorno ad Est? Cliccate qui per continuare a seguire le nostre avventure ^^

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