Gangneung, un sogno di mezza Estate | Giorno 2

Gangneung, un sogno di mezza Estate | Giorno 2

Secondo giorno delle nostre avventure nella provincia di Gangwon, sulla costa orientale! E’ tempo di dedicarsi all’esplorazione del Lago Gyeongpo!

Dopo il nostro primo giorno trascorso sulla costa del Mare dell’Est, ci siamo destati di buon ora con la voglia di una ricca colazione (la giornata precedente trascorsa al mare deve aver inciso non poco sul nostro appetito…). Ci siamo vestiti velocemente e siamo usciti alla ricerca di qualcosa di buono da mangiare.

Tutti i ristoranti sulla strada antistante il mare erano già pieni di coreani intenti a godersi la loro colazione a base di pesce fresco. Io e Gab genericamente amiamo mischiarci con la popolazione locale e amiamo anche gustarci delle lunghe colazioni a base di alimenti “salati”, ma il pesce crudo di prima mattina non rientra ancora nella nostra personalissima lista di cibi ai quali non possiamo rinunciare.

La sera prima avevamo notato, tornando dalla passeggiata serale sul mare, una sede del franchise Caffè Bene, che serve caffè decente ed una buona selezione di panini e dolci, tra i quali degli ottimi waffle croccanti. La nostra dose giornaliera di caffeina (e di dolcezza) poteva essere così assicurata 😉

Caffè americano, cappuccino e waffle 🙂
Waffle con cioccolato, mandorle, noci e nocciole. Persino l’impasto contiene una buona dose di frutta secca.
Un regalo per i clienti di Caffè Bene: un ventaglio a forma di coppa contenente la versione coreana della granita (빙수 Bingsu). Quanto è tenero?

E dopo aver sorseggiato lentamente il caffè guardando il mare all’orizzonte dalla terrazza del locale, ci siamo sentiti finalmente pronti e pieni di energia per affrontare una nuova giornata!

Destinazione: il Lago Gyeongpo (경포호 Geyongpo-Ho), raggiungibile a piedi dal nostro hotel con una brevissima camminata di appena pochi minuti. Basta spostarsi alle spalle della strada principale ed il paesaggio cambia repentinamente: l’aria festosa della spiaggia e dei bagnanti cede il passo alla tranquillità ed al silenzio dell’ambiente lacustre.

Il lago ha una circonferenza di circa 4 km (pare che arrivasse a 12 km nel passato, ma il tempo ha portato all’accumulo di sabbia e detriti che ne hanno drasticamente ridotto l’ampiezza) ed è perfetto per essere esplorato con una (lunga) passeggiata oppure noleggiando una bicicletta in uno dei tanti punti di nolo posizionati lungo la riva nord. Oltre alle bici, è possibile noleggiare anche delle simil-macchinine a pedali a 2 o 4 posti, oppure delle mini-moto elettriche.

Gab (ed il motociclista alla Easy Rider che vive sopito dentro di lui) non ha saputo resistere alla tentazione di un giro sulla mini-moto, così ne ha noleggiata una ed è partito sgommando alla ricerca di nuove (e solitarie) avventure, lasciandomi per una mezzoretta da sola tra i miei pensieri, seduta su una panchina ad ammirare la vista del lago tranquillo.

Il mio motociclista preferito in sella al suo mini-bolide

Terminato finalmente il suo tour, il motociclista ha acconsentito a noleggiare una bici, per esplorare il lago con la sua metà.

Il panorama è assolutamente idilliaco e rilassante, con sentieri immersi tra gli alberi dalla folta chioma e distese di prato ben curato e rigoglioso. Ci sono anche diverse sculture sparpagliate lungo il percorso, che rappresentano alcune storielle della tradizione coreana sulle quali, onestamente, non sono ben preparata…ma che è comunque piacevole (e divertente) ammirare pur non comprendendone il contesto narrativo.

Alcuni esempi:

Di cosa staranno mai discutendo così animatamente questi due personaggi?
Un principe pronto al salvataggio della sua bella?
Oddio…ma cosa sta facendo? E soprattutto…PERCHE’???

Percorrendo il lungolago si fanno anche molti altri incontri “artistici”, che rendono l’esplorazione ulteriormente interessante.

Una fontanella a forma di rana (dalla bocca larga?)
Un pesce che emerge idealmente dalle acque placide del lago

Uno degli aspetti naturalistici più entusiasmanti del nostro giro è stato però, senza ombra di dubbio alcuna, la zona umida a ridosso del lago, con le sue decine di passerelle che attraversavano sconfinati stagni di fiori di loto. Uno spettacolo che ci si è parato davanti all’improvviso, reso ancora più affascinante dal fatto che i fiori erano in piena, rigogliosa fioritura. Purtroppo le mie foto (scattate tra l’altro con un cellulare non di ultimissima generazione) non rendono assolutamente giustizia alla bellezza di questi fiori celestiali, né rendono l’idea della quiete e della sensazione di benessere che aleggiava in quel momento…

Dopo esserci riposati per qualche minuto, ci siamo allontanati dalla zona degli stagni e abbiamo continuato a pedalare, fino a raggiungere la sponda nord-ovest, dove ci siamo imbattuti in un’altra bellissima scoperta: un museo dal nome curioso, il “Charmsori Gramophone & Edison Science Museum” (참소리축음기 & 에디슨과학박물관).

Ciò che ci ha spinti ad entrare è stata la possibilità di ammirare una vastissima collezione di grammofoni d’epoca (e di poterli ascoltare, azionati dalle mani esperte della guida del museo). Ciò che non ci aspettavamo affatto, e che invece si è rivelata la scoperta più entusiasmante, è stato visitare l’esposizione dedicata al genio inventivo di Thomas Edison, padre del grammofono, delle lampadine ad incandescenza e dei proiettori. L’ampia porzione di museo a lui dedicata vanta una raccolta di più di 200 oggetti (tutti assolutamente originali) inventati da Edison: oltre a quelli già citati, è possibile ammirare, tra i tanti, ventilatori elettrici, caffettiere, macchine da scrivere, macchine da cucito, stufe, ferri da stiro, orologi ed un esemplare della prima macchina mai realizzata con funzionamento a batteria.

C’erano così tante nozioni a noi sconosciute sulla vita e le meraviglie tecnologiche realizzate dal Grande Inventore e visitare questa esibizione è stata davvero una fortuna inaspettata, tanto più che il museo in questione sembra essere il più grande museo privato al mondo, che vanta anche un altro primato: il suo presidente, Son Sung-Mok, possiede più di 1/3 di tutti i grammofoni e delle invenzioni realizzate da Edison nel corso della sua lunga carriera. Chi l’avrebbe mai detto che avremmo visitato un museo così importante su suolo sudcoreano?

Purtroppo, all’interno del museo non è consentito scattare foto e non posso quindi mostrarvi nulla delle meraviglie che mi si sono parate davanti. Ma se vogliamo, questo può rappresentare anche una fortuna per voi: vorrà dire che dovrete venire di persona e sperimentare tutto con i vostri occhi, senza che vi venga sottratta la meraviglia della scoperta 🙂

Vi regalo però una frase celebre dell’inventore: una massima che mi è particolarmente piaciuta e che mi serve d’ispirazione nei momenti più delicati della mia vita, quelli in cui la pressione diventa insostenibile e la voglia di mollare tutto prende il sopravvento (vedi me quasi quotidianamente negli ultimi mesi, con l’avventura Han River così bella, ma così difficile da realizzare!):

Molti fallimenti nella vita si segnalano da parte di quegli uomini che non realizzano quanto siano vicini al successo nel momento in cui decidono di arrendersi.

-Thomas A. Edison

Terminata la visita al museo, abbiamo concluso la circumnavigazione del lago Gyeongpo e ci siamo quindi apprestati a riconsegnare le biciclette. A quel punto (stranamente!) eravamo di nuovo affamati e ci siamo concessi un bel pranzetto in un modesto locale della zona: non abbiamo resistito alla tentazione di ordinare nuovamente la zuppa piccante di pesce (il già citato 매운탕 maeuntang), oltre ad una porzione abbondante di frittella alle patate (감자전 Gamjajeon), una variante del più famoso Pajeon (파전), ossia una grande frittella a base di porri, acqua e farina.

Amo l’aria vissuta delle pareti di questo locale!
Ah sì, finalmente si mangia!
Quando in Corea il cibo è così rosso, non significa affatto che la ricetta include salsa di pomodoro…questo è il potere del peperoncino, baby!
Okay, ecco come si mangia la zuppa piccante: prendi tra le mani del kim (김, alga esiccata), aggiungi del bap (밥, riso bianco bollito) e frutti di mare a piacere pescati direttamente dal pentolone che bolle sul tuo tavolo. Arrotola, metti in bocca e…Enjoy! 🙂
Per un’amante delle patate come me, un piatto del genere è come ambrosia per gli dei: frittella di patate, a volte ti sogno ancora la notte…
Un boccone celestiale…

Questo pasto così semplice, economico e gustoso ha segnato il termine del nostro breve weekend sul Mare dell’Est. Quante esperienze in un lasso di tempo così ristretto! E’ tempo però di tornare a Seoul, un po’ bruciacchiati ma felici…

Alla prossima! ^^

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