Corea: una storia d’amore

Corea: una storia d’amore

Gab ed io abbiamo visitato la Corea del Sud per la prima volta nel 2012 (so che sono trascorsi solo pochi anni, ma a ripensarci adesso sembra davvero che si tratti di una vita fa). Pochi mesi dopo (due, per l’esattezza) io e Gab ci saremmo sposati e, a ripensarci adesso, ciò che all’epoca sembrava un viaggio compiuto esclusivamente per accontentare un mio personalissimo desiderio, si è trasformato dapprima in una luna di miele anticipata e, nel tempo, in qualcosa che ha stravolto completamente le nostre esistenze -nel migliore dei modi, fortunatamente!

Siamo atterrati a Seoul in un’alba di pioggia. Una città grigia avvolta da un cielo grigio. Dodici ore di volo alle spalle. Tanta voglia di dormire ed una stanza d’hotel che non sarebbe stata pronta prima del pomeriggio. Gab che, come notoriamente i suoi amici affezionati sanno, privato del sonno diventa una strana creatura irata, mi fissa intensamente e mi chiede: “Ma dove mi hai portato?”. Poi finalmente check-in in hotel e la scoperta che la stanza non ha finestre. PANICO.

Flash-forward di un paio di giorni. Eccoci insieme, sorridenti, a spasso per la città. Scoppiamo d’energia, vediamo tutto in rosa, il mondo è diventato un posto bellissimo.

Yes, life IS beautiful!

Cosa è successo? Ci siamo innamorati. Io e Gab già lo siamo, da sempre.  E’ Seoul che ci ha fatto sua, in pochi giorni. Completamente. Inesorabilmente.

Saranno stati i coreani -chiassosi, sorridenti e ospitali…

Sarà stato il soju, l’amatissimo liquore di riso fermentato bevuto in quantità industriale mentre si griglia la carne alla brace…

Sarà stata quella commistione tra vecchio e nuovo, le vecchie case in legno ed i grattacieli, i grandi magazzini lussuosi ed i mercati traboccanti di vita…

Sarà stato il cibo piccante (piccantissimo!) mangiato dappertutto e a qualsiasi ora, grazie ad innumerevoli chioschi e ristoranti aperti h24. O il fatto che, in generale, molte attività commerciali in Corea sono aperte h24, così se ti viene una irrefrenabile voglia di fare shopping nel cuore della notte (colpa del jet lag o semplicemente perché sei un insonne a Seoul), non devi fare altro che uscire di casa e darci dentro.

E proprio lo shopping -oh, lo shopping! Che esperienza lo shopping a Seoul! Vestiti, giacche, cravatte, magliette, maglioni, pantaloni, camicie, cinte, collane, braccialetti, orecchini, cover per cellulari, portachiavi, peluches, penne, quaderni, cappelli, fasce per capelli, calzini, borse, zaini…tutto terribilmente ADORABILE e scandalosamente economico. E cosmetici. TANTI cosmetici. Sei sopraffatto dalle centinaia, migliaia di confezioni colorate dai nomi incomprensibili (non solo perché non parli il coreano) che fanno riferimento a misteriosi rituali quotidiani di bellezza che fai fatica anche solo ad immaginare. E allora inizi a comprare di tutto, vuoi provare qualsiasi cosa, scoprire cosa sono questi “cleansers” che poi devi far seguire a “skin refreshers”, a “essences”, a “serums”, ad “ampoules”, a “lotions” ed “emulsions”…

Io e Gab siamo in estasi. Siamo stati sempre una coppia affiatata, una di quelle che fa tutto insieme, che vive uno della vita dell’altra. E abbiamo sempre amato viaggiare, esplorare nuove realtà e conoscere gente nuova. Ma nessun posto, prima, aveva fatto sentire entrambi così a casa. Io ho sempre amato l’Asia (fino a vivere in Giappone per un po’), mentre Gab sognava il Sudamerica. Almeno su questo punto, sembrava che le nostre aspirazioni non andassero esattamente nello stessa direzione. Finché non è arrivata la Corea e, con essa, un’incontenibile felicità. Come un’improvvisa illuminazione, un progetto che si compie, una strada che si spiana davanti ad i tuoi occhi.

E  così realizzi che da lì non vuoi più andare via. Vuoi che l’energia che la Corea ti trasmette rimanga con te a lungo, magari per sempre. Però poi riparti. E allora che fai? Torni ancora. Ed ancora. Ti metti in aspettativa dal lavoro e vai a Seoul a frequentare un corso di lingua coreana. E la cosa divertente è che quello che nel frattempo è diventato tuo marito, che sa che la linguista della coppia sei tu e che l’avventura che sta per intraprendere non sarà delle più facili per una mente da “giurista” come la sua (avvocato da quasi 10 anni all’epoca), viene a studiare il coreano con te. Per puro amore. Amore per te. E per l’altra, che ormai si è insinuata nelle vostre vite: Seoul.  E, a 30 anni suonati, vi ritrovate entrambi come ragazzini sui banchi di un’università chiamata Sogang a lottare con la grammatica di una lingua affascinante e misteriosa.

E’ così che la vita cambia, per entrambi. E prende la forma di un sogno chiamato “Han River”, un posto virtuale tutto vostro dove raccontare e condividere la Corea che amate e che merita di essere conosciuta, anche da chi la Corea neanche ha bene capito dove sia (è in Cina? è dove c’è il dittatore pazzo? ma è un posto sicuro?).

Il nostro sogno è qui e potete tutti prendervi parte, se volete. Magari perché la Corea piace anche a voi, oppure siete semplicemente curiosi di scoprire cose nuove -e, ve lo assicuro, c’è tanto che merita di essere scoperto!

Preparate le vostre valigie virtuali e preparatevi all’imbarco. Ma mi raccomando, viaggiate leggeri! Perché altrimenti rischiate di tornare indietro con un po’ di eccedenza bagaglio : )

Old + New + Love

 

Shopping in Hongdae, dynamic university neighborhood

 

Street stall selling dumplings and other piping hot delicacies in Namdaemun Market

 

Study korean is HARD…but I’ll never give up!

 

Schoolmates by Idae subway stop

 

Old ladies selling handmade dumplings in Gwangjang Market

 

Grilling meat…in an unconventional way

 

Korean traditional liquor, Makgeolli

 

Lotus field in Gangneung, on the korean East Sea

 

Koreans at the beach -sun, stay away from me!

 

Relaxing…the korean way

 

Rice rolls with vegetables, kimbap

 

Cute couple in love by the Han river side

 

Traditional house in Samcheongdong neighborhood

 

Korean Flag

 

Seafood pancake (Haemul Pajon)

 

Korean “ajumma” (middle-aged woman) making Haemul Pajon in a Street stall

 

Dinner with friends -oh, happy days!

 

                 Meat grilling on BBQ, the korean way: you cook it on the grill placed on your table and eat it straight away, sizzling hot, making small wraps with lettuce

 

Soju + Beer = happy husband

 

Soju = happy me

 

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